In occasione della settimana educativa, mercoledì 28 gennaio, Claudio Franzoni, genitore ed educatore dell’oratorio della Volta di Brescia e Don Stefano Fontana, il nostro concittadino che da alcuni anni
svolge servizio come cappellano delle carceri di Brescia, sono stati invitati a parlare dell’interrogativo che dovrebbe coinvolgere tutta la nostra comunità: educare significa protezione? Il nostro oratorio è sicuro? È educativo?

Il signor Claudio Franzoni nel suo intervento sull’educazione che i nostri giovani spesso subiscono, ha spiegato come l’educare non significa proteggere, limitare o assecondare ogni richiesta e desiderio. Educare significa stare vicino, aiutare quando possibile e mettere dei no e dei confini dove e quando necessario. Come ha detto il signor Claudio Franzoni l’oratorio può essere un luogo sicuro quando educa e allo stesso tempo può educare quando è un luogo
sicuro.
Don Stefano Fontana ha aggiunto quanto il mondo di oggi ci trasmetta insicurezza anche quando un pericolo non c’è. Da qui deriva l’importanza di vedere le persone che veramente si hanno davanti, di credere in loro e dare loro fiducia, non per niente lui oggi fa quello che fa perché ha fede e fiducia nelle persone che ha davanti. Se non si crede in ciò che si ha davanti agli occhi, sarà difficile ricevere risultati, perché nemmeno coloro che sono oggetto del
nostro sguardo potranno credere in sé stessi.
Così pensandomi semplicemente nel mio essere accanto ai ragazzi del nostro oratorio mentre crescono non posso che augurarmi di essere una figura anzitutto presente, vicino a loro senza confondermi con loro e avere fiducia in ciascuno di loro. Non è un compito semplice, ma penso che l’oratorio sia proprio una palestra importante per fare questa esperienza, anche perché a mia volta ho degli educatori più grandi di riferimento, nei quali ho fiducia e sui quali posso contare come persone che si fanno accanto.
Una giovane educatrice
(dal Bollettino Parrocchiale di Marzo 2026)

