Sta cominciando l’estate e, come ogni anno, è il momento del Grest! Presto l’Oratorio tornerà gremito di bambini e ragazzi che, durante tutto il mese di luglio, si affronteranno in giochi e sfide.
Quest’anno la diocesi ha scelto lo stesso tema conduttore sia per la storia che per i momenti di preghiera che accompagneranno i nostri ragazzi: la figura di San Francesco. Nel 2026, infatti, ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta il 3 ottobre del 1226.
Il nome che è stato scelto per il Grest di quest’anno è molto evocativo. Da un lato, riprende il nome del Santo, dall’altro vuole strizzare l’occhio ad un saluto dei più giovani, che esprime la gioia nel ritrovarsi dopo un anno, magari un po’ cambiati, e nello stare insieme.

Come ci ricorda il Salmo 34, durante il nostro Grest chiunque dovrà vederci raggianti, perché guardiamo a Lui e cerchiamo di essere Luce di Dio nel mondo. Avvicinandoci alla figura di San Francesco, possiamo scoprire che si tratta di un personaggio davvero singolare. Innanzitutto è un Santo felice, il giullare di Dio, gioioso come la gioia profonda che proviene dalla Buona Novella annunciata nel Vangelo. San Francesco ci insegna che la felicità della vita dissipata è solo superficiale: la gioia vera è quella che giunge dalla fede. Francesco è un uomo umile, un uomo a tutti gli effetti, con tutte le sue fragilità, le sue passioni e i suoi desideri. È anche un rivoluzionario nella Chiesa. Non fugge dalle difficoltà di una Chiesa corrotta e lontana dalla gente, ma decide di cambiare le cose da dentro.
Francesco, però, è anche un amico attento. Ha avuto degli amici prima e dopo l’incontro con Gesù e si è circondato di tante persone per inseguire il suo sogno e vivere la Chiesa nella fraternità. Infine, è stato un educatore amorevole. Francesco augura salute e pace a frate Leone, dopo anni di fraternità condivisa, e lo affida a Dio perché ne riceva la benedizione. Dobbiamo anche noi cercare di essere educatori dei nostri ragazzi lasciandoli liberi di scegliere la loro strada, ma assicurando la nostra presenza.
Scorreremo gli episodi principali della vita del Santo attraversando quattro tematiche: il sogno, la fraternità, la pace e la lode. Francesco aveva il sogno di autoaffermarsi dapprima come cavaliere al servizio della sua città. Poi, la voce del Signore si insinuerà nel suo cuore, lo convincerà a scegliere la logica del Vangelo e ad usare come unica arma quella della carità. Al Grest cercheremo di capire quali sono i nostri sogni più autentici, grazie anche alle relazioni con gli altri, e di superare l’ansia e il timore per il futuro che, con l’aiuto della fede, può essere foriero di felicità e di bene.
Francesco ha vissuto tutta la vita nella fraternità, dapprima insieme agli amici borghesi con cui si allietava durante le feste e i banchetti, poi con i confratelli con i quali ha condiviso una vita all’insegna della povertà. È stato figlio prima di un padre che non l’avrebbe lasciato libero, poi di un Padre che gli dà la forza di affrancarsi e di cambiare il mondo. Durante il Grest cercheremo di costruire relazioni di amicizia con chi già conosciamo e con chi invece non abbiamo scelto, sull’esempio di San Francesco. Cercheremo di vivere le attività all’insegna della fraternità e non tanto con il desiderio smodato di vincere.
San Francesco sceglie la povertà non per ostentare un modo di vivere radicale, ma per seguire a pieno il messaggio di Gesù nel Vangelo: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”. Questo stile di vita si traduce nell’evangelizzazione e nel messaggio di pace da parte di Francesco anche in luoghi lontani come l’Egitto: è il preludio del dialogo interreligioso. Papa Leone XIV ha iniziato il proprio pontificato parlando proprio della “pace di Cristo risorto. Una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante, [una pace che] proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente.”
Al Grest cercheremo di riscoprire il valore dello stare insieme nella semplicità, rispettando le esigenze di tutti e anche chi fa più fatica. Proveremo ad allenare il dialogo, andando oltre le differenze, e a costruire la pace anche nel nostro piccolo, nei litigi, nelle incomprensioni.

“Laudato sii, o mio Signore”: San Francesco esprime la lode al Signore per aver creato l’universo. Dio è presente in ogni cosa, in ogni creatura. Dobbiamo lodare Dio anche quando siamo affaticati e sofferenti, perché tutto proviene da Lui. Al Grest dovremo concederci del tempo per contemplare, per lodare e ringraziare il Signore e per servirlo nell’umiltà.
Anche quest’anno i nostri animatori si sono preparati per poter affrontare al meglio quest’avventura e accompagnare
i bambini nella scoperta della figura del Santo cercando di trarre arricchimento da tutte le attività, perché è “dando che si riceve”.
Carolina
(dal Bollettino Parrocchiale di Giugno 2026)