LA TUNICA E LA T-SHIRT
Tessitori di speranza in oratorio e nel mondo
LA TUNICA & LA T-SHIRT è lo slogan dell’Anno Oratoriano 2025-2026 che ci accompagnerà durante i prossimi mesi dedicati, in Diocesi, alla concretizzazione del nuovo cammino di Iniziazione Cristiana “I Passi della fede” e al Convegno Ecclesiale “Siamo la Chiesa del Signore. Vogliamo essere tessitori di Speranza”. Nel 2026 verrà anche celebrato l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.
A livello diocesano, molte sono le date proposte dal centro oratori, lungo tutto l’anno oratoriano, divise in sei macro-momenti
- INIZIO ANNO: IL SIGNORE DIO LI RIVESTÍ
All’inizio della Bibbia, subito dopo il peccato, Dio guarda l’uomo e la donna con tenerezza e dona loro una tunica, per coprire le loro nudità: «Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì» (Gen 3, 21). Ancora oggi, ogni volta che ci accorgiamo di non corrispondere alla promessa di bene della nostra vita e mettiamo questa distanza nelle mani di Dio, il Signore è pronto a rinnovare la nostra tunica. All’inizio del nuovo anno pastorale guardiamo alle presenze nei nostri oratori e ci accorgiamo che, accanto o sopra alla tunica, si muovono molte T-Shirt colorate. Sono il capo di abbigliamento più comodo ed economico, essenziale ma capace (attraverso i disegni, i colori, le scritte che riportano) di comunicare qualcosa di ciò che vorremmo essere. La T-Shirt e la tunica dicono il nostro desiderio di ricominciare, con entusiasmo e accogliendo la tenerezza della misericordia di Dio, un nuovo anno di impegno per l’educazione dei ragazzi e dei giovani. - TEMPO DI AVVENTO: E IL VERBO SI FECE CARNE
Anche Gesù, il Figlio di Dio, quando – nel tempo opportuno – viene inviato dal Padre nel mondo per salvare gli uomini, si spoglia della propria divinità per assumere una veste umana: «E il verbo si fece carne, e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Nel tempo di avvento, attendendo e contemplando la nascita di Gesù tra gli uomini, vediamo ancora più chiaramente l’amore di Dio per l’uomo, nella dignità del corpo che Dio ci ha donato e con cui ci ha “rivestito”. E Gesù, come ogni bambino, oltre alla “veste” della carne umana, si lascia vestire con abiti d’uomo. Viene avvolto in fasce ed accudito da Maria e Giuseppe. Poi, crescendo, indossa gli abiti dei suoi coetanei, le T-shirt dell’epoca, per giocare con i suoi amici… - TEMPO DELLA PACE ED EDUCAZIONE: VERIFICA SE È LA TUNICA DI TUO FIGLIO
Il dono di una tunica è simbolo dell’amore di un padre per il proprio figlio. Giacobbe ne fa cucire una per il figlio Giuseppe: «Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe» (Gn 37,3). Quando i fratelli invidiosi proveranno ad uccidere Giuseppe, per dimostrare al padre la sua morte porteranno proprio la tunica: «mandarono al padre la tunica con le maniche lunghe e gliela fecero pervenire con queste parole: “Abbiamo trovato questa; per favore, verifica se è la tunica di tuo figlio o no“» (Gn 37, 32). Ognuno di noi ha ricevuto una tunica. La portiamo da sempre e le maniche lunghe tendono a sporcarsi e prendere il colore del nostro fare nel mondo. A volte la tunica è sgualcita e rovinata, altre volte sembra quella ricevuta fin dal primo giorno. Il tempo dell’educazione e della pace (con la Settimana Educativa) propone ad ognuno di noi la stessa questione che i figli pongono a Giacobbe: verifica se quella che porti è la tua tunica. Il Signore lo sa bene, e tu? - TEMPO DI QUARESIMA: LA TUNICA ERA TESSUTA D’UN PEZZO
All’inizio della Bibbia, subito dopo il peccato, Dio guarda l’uomo e la donna con tenerezza e dona loro una tunica, per coprire le loro nudità: «Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì» (Gen 3, 21). Ancora oggi, ogni volta che ci accorgiamo di non corrispondere alla promessa di bene della nostra vita e mettiamo questa distanza nelle mani di Dio, il Signore è pronto a rinnovare la nostra tunica. All’inizio del nuovo anno pastorale guardiamo alle presenze nei nostri oratori e ci accorgiamo che, accanto o sopra alla tunica, si muovono molte T-Shirt colorate. Sono il capo di abbigliamento più comodo ed economico, essenziale ma capace (attraverso i disegni, i colori, le scritte che riportano) di comunicare qualcosa di ciò che vorremmo essere. La T-Shirt e la tunica dicono il nostro desiderio di ricominciare, con entusiasmo e accogliendo la tenerezza della misericordia di Dio, un nuovo anno di impegno per l’educazione dei ragazzi e dei giovani. - TEMPO PASQUALE: LE SUE VESTI DIVENNERO SPLENDENTI, BIANCHISSIME
Ed ecco, come appare in un’anticipazione della Pasqua, il vestito di Gesù: «Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche» (Mc 9,3). La tunica è così splendente che nessun lavandaio potrebbe renderla più luminosa! È il vestito della Pasqua, quello che appartiene a coloro “che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello”. Espressione potente, per dire che la promessa di Dio non è “a buon mercato”, e chiede di attraversare interamente la Passione, così come ha fatto Gesù. Il nostro impegno, il nostro desiderio di bene, quando passa dalla Pasqua prende forma e colori che non possiamo realizzare con mani d’uomo, ma che i nostri occhi possono almeno parzialmente vedere… - TEMPO ESTIVO: LI MANDÒ AD ANNUNCIARE IL REGNO DI DIO
Ognuno ha la sua tunica e indossa le sue T-Shirt. La figura di San Francesco e la sua tunica “francescana”, povera e semplice come il suo modo di seguire Gesù, ci mostrano come la vita dei cristiani tende ad assumere modalità sempre differenti, originali, personalizzate. E quando il Vangelo invita alla gioia dell’annuncio ci ricorda, accanto all’invito all’essenzialità di una vita poco attaccata alle cose e – al contempo – profondamente vicina al progetto di Dio, che la tunica è una e solo di questa abbiamo bisogno: «Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: “Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche» (Lc 9, 2-3). L’estate è il tempo in cui l’originalità della tunica e della T-Shirt possono trovare spazio d’espressione nell’impegno in oratorio (al Grest, nei campi estivi, nel servizio ai momenti di condivisione della comunità).
Concludendo, possiamo dire che l’invito che ci è stato fatto è quello di mettersi nuovamente in cammino, non solo come “pellegrini di speranza” ma come “animatori di speranza”, con tutto il nostro essere. Vi aspettiamo in oratorio!
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